Associazione Istruzione Unita Scuola Sindacato Autonomo


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venerdì 6 agosto 2010

MIUR: conferimento di supplenze temporanee, con precedenza assoluta

[Personale docente, educativo ed A.T.A.
Indicazioni in merito alla costituzione degli elenchi provinciali del personale docente, educativo ed ATA ai fini del conferimento di supplenze temporanee, con precedenza assoluta rispetto al personale inserito nelle graduatorie di circolo e di istituto - D.M. n. 68 del 30 luglio 2010]


IUniScuoLa: ecco la nota di trasmissione del D.M. 30 luglio 2010 Prot. n. 7392
del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Dipartimento per l’IstruzioneDirezione Generale per il personale scolastico Uff. III
Roma, 3 agosto 2010
Oggetto: D.M. 30 luglio 2010, n. 68 – Elenchi Provinciali del personale docente, educativo ed ATA ai fini del conferimento di supplenze temporanee, con precedenza assoluta rispetto al personale inserito nelle graduatorie di circolo e di istituto, ai sensi dell’art. 7 c. 4 ter del DL n. 194 del 30 dicembre 2009 convertito con Legge 26 febbraio 2010 n. 25 .
La legge 25 del 26 febbraio 2010, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative, prevede la proroga anche per l’anno scolastico 2010/2011 delle iniziative a favore del precariato della scuola. In particolare le disposizioni contenute nell'articolo 1, commi 2, 3 e 4, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2009, n. 167, restano valide con riferimento all'anno scolastico 2010-2011. Si invia, pertanto, il DM 30 luglio 2010, n. 68 predisposto in attuazione delle richiamate disposizioni legislative al fine di regolamentare le iniziative a favore del precariato della scuola, sia personale docente ed educativo, che personale ATA, ai fini della convocazione con priorità rispetto alle graduatorie d’istituto. Allo scopo di rendere più agevoli le operazioni da parte delle istituzioni scolastiche, nonché del migliore espletamento del servizio da parte degli interessati, con successiva nota saranno fornite appropriate istruzioni operative.Il personale interessato produrrà apposita istanza, al fine di essere inserito negli elenchi prioritari di una sola provincia , nel periodo tassativo dal 15 al 30 settembre 2010, secondo un modello di domanda che sarà allegato alla richiamata successiva nota.Nel ringraziare per la consueta fattiva collaborazione, si pregano le SS.LL, infine, di voler diramare, con la massima urgenza, la presente nota agli Uffici in indirizzo .La presente nota, infine, viene diffusa anche tramite le reti intranet ed internet del Ministero.
IL DIRETTORE GENERALEF.to Luciano Chiappetta

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martedì 15 giugno 2010

Manovra, Roberto Formigoni: "Rischio incostituzionalità"


Togliere le risorse alle Regioni senza togliere le relative funzioni "contraddice quanto disposto dalla Corte Costituzionale. C'è dunque un rischio di incostituzionalità della manovra, dal momento che la Corte Costituzionale afferma che deve esservi un collegamento diretto tra le funzioni conferite e le risorse necessarie per il loro esercizio". E' quanto ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, nella conferenza stampa indetta dalle Regioni sul tema della manovra finanziaria del Governo.L'affermazione di Formigoni fa riferimento a due sentenze della Corte Costituzionale, la n. 37 del 2004 e la 417 del 2005.
(Lombardia Notizie -15 giugno 2010 -Ln - Roma) )

mercoledì 9 giugno 2010

I giovani, le donne, il Mezzogiorno non sono il problema ma la possibile soluzione

di Domenico Cersosimo
Lavoro giovani donne Sud.
Quattro parole importanti per il futuro del nostro paese.
Quattro parole che potrebbe unire l’Italia e riaccedere una prospettiva di crescita per tutti.
Quattro parole non in agenda.
Non in quella del governo, ossessionato da altre parole come
riduzione delle tasse, federalismo fiscale, tagli della spesa
pubblica e miniaturizzazione dello stato.
Ma neppure in quella dell’opposizione, che sembra coltivare
l’afasia o al più la doppiezza linguistica: al Nord alcune parole,
al Sud altre.
“Senza parole non c’è politica” scrive a ragione Gianfranco Viesti nel
suo fresco libricino Più lavoro, più talenti appena pubblicato dalla
Donzelli. Sulle parole la sinistra ha costruito nel secolo scorso
imponenti processi di mobilitazione sociale, consenso politico
e partecipazione popolare.
Il benessere degli italiani è cresciuto molto grazie a quelle parole
mobilitanti del nostro riformismo.
Da più di un decennio, il centrosinistra è però al palo, sfiduciato,
incapace di offrire profezie credibili, parole senza retorica.
Non a caso l’Italia è ferma, se non in declino.
Per ripartire ci vogliono le parole giuste, slancio, vista lunga
e ragionevole ottimismo.
C’è bisogno di più lavoro e di lavori di migliore qualità.
Maggiore occupazione implica più reddito, più consumi,
più entrate fiscali, più benessere sociale.
In Italia lavorano comparativamente molto meno persone
rispetto agli altri paesi europei.
I giovani e le donne sono i soggetti più penalizzati con livelli
di occupazione davvero esigui, soprattutto nel Mezzogiorno.
Troppi giovani scolarizzati non hanno mai trovato un lavoro;
tanti altri sono costretti a lunghe, interminabili esperienze di
precarietà, di bassi salari, di convivenza forzata con i genitori.
Molti dei più qualificati devono emigrare in paesi più accoglienti.
A troppe ragazze è negata la piena autonomia per il lavoro che
non c’è.
Bisognerebbe allora ripensare i meccanismi di funzionamento
della nostra economia, avviare, come suggerisce Viesti,
una “manutenzione straordinaria” del nostro capitalismo, non
piccoli aggiustamenti. Osare mete più ambiziose, mettere a
tema la piena occupazione, rafforzare e non indebolire la scuola
e l’università, i luoghi/tempi dove si formano capitale umano
e qualità civili, ritornare a considerare Nord e Sud come
segmenti complementari di un grande paese unitario.
La sinistra italiana dovrebbe uscire dal lungo letargo,
trovare le parole giuste per una nuova narrazione credibile
e darsi obiettivi ambizioni, adeguati al rischio di collasso
della nostra società nazionale.
La ripresa italiana costringe a fare i conti con il Mezzogiorno.
Perché è nel Sud che si annidano le più importanti potenzialità
di sviluppo; perché è nel Sud che si addensano le maggiori
criticità sociali e istituzionali.
Una rozza costruzione politica intenzionale della Lega ha fatto
sì che Sud sia diventata oggi una parola impronunciabile,
totem della quintessenza dei mali del paese: strato cronicizzato
di mafie, corruzione, familismo, illegalità, sprechi.
Un aggregato geografico ed umano a sé, refrattario al civismo
e allo sviluppo; un pezzo d’Italia che dilapida imponenti risorse
pubbliche prodotte al Nord.
Questo “teorema Mezzogiorno”, come lo chiama efficacemente
Viesti, seppure ha conquistato buona parte delle élite dirigenti
nazionali e degli italiani, anche del Sud, è palesemente falso,
basato cioè su affermazioni senza fatti, prive di evidenze
empiriche. E’ un teorema che giustifica il saccheggio
sistematico da parte del governo di risorse finanziarie
destinate al Sud e la secessione culturale strisciante.
Ovviamente il Sud non è il migliore dei mondi possibili:
la sanità, la giustizia civile, i trasporti, la scuola funzionano
peggio che al Nord.
Il Sud però non è un’area altera, deviata, polarmente
contrapposta al Nord, bensì il segmento debole di un
paese occidentale alquanto debole; un’area dove il deficit
di servizi pubblici è più accentuato e i diritti elementari
di cittadinanza più calpestati.
Il Sud soffre in maniera più radicale i mali dell’intera Italia:
bassa crescita, bassa occupazione, basso investimento nei
giovani e nelle donne, bassa disponibilità di beni pubblici,
inefficienza amministrativa, modestia delle classi dirigenti.
Il Sud non è dunque “il” problema dell’Italia contemporanea.
Il problema è l’assenza di politica alta, di immaginazione,
di fiducia in un paese diverso: più equo e unito, più aperto
e coeso.
Il problema è trovare parole diverse.
Di credere, come chiude il suo libro Viesti, “che i giovani,
le donne, il Mezzogiorno non sono il problema ma la possibile
soluzione”.

lunedì 31 maggio 2010

LICEI RIFORMATI: INDICAZIONI NAZIONALI SUI PROGRAMMI

Dal 26 maggio 2010 è disponibile la stesura definitiva delle IndicazioniNazionali degli obiettivi specifici di apprendimento per i licei.
Le indicazioni nazionali sui programmi dei Licei sono calibrate tenendo conto delle strategie suggerite nelle sedi europee ai fini della costruzione della "societàdella conoscenza". Propongono un modello senza inutili tecnicismie accessibile all'intera comunità scolastica.
L'obiettivo èquello di guidare gli allievi a raggiungere uno "zoccolo di saperie competenze comuni". Il Profilo e le Indicazioni costituiscono, dunque,l'intelaiatura sulla quale le istituzioni scolastiche disegnano il proprioPiano dell'offerta formativa, i docenti costruiscono i propri percorsi didattici e gli studenti sono messi in condizione di raggiungere gli obiettivi di apprendimento e di maturare le competenze proprie dell'istruzione licealee delle sue articolazioni.
Per ogni disciplina sono state redatte dellelinee generali che comprendono una descrizione delle competenze attesealla fine del percorso; seguono gli obiettivi specifici di apprendimentoarticolati per nuclei disciplinari relativi a ciascun biennio e al quintoanno. La scelta di evidenziare all'interno delle linee generali di ognidisciplina le competenze attese e di redigere obiettivi specifici di apprendimentoin cui fossero uniti tutti gli aspetti che entrano in gioco nell'acquisizione di quelle competenze si colloca in continuità con le Indicazioni per il curricolo del primo ciclo attualmente in vigore.

Leggi Indicazioni Nazionali riguardanti gli obiettivi per i nuovi percorsi liceali

venerdì 21 maggio 2010

IUniScuoLa: Sportello NAZIONALE On-line per i pensionati

aggiungi http://www.iuniscuola.it/ preferiti

Sportello Contributi e Pensioni è un servizio On-line di assistenza e consulenza per ogni esigenza contributiva e previdenziale offerto da IUniScuola.

E-mail: iuniscuola@gmail.com info:388 3642614 sito dell' Associazione Istruzione Unita Scuola è http://www.iuniscuola.it/

Gli operatori dello Sportello sono a disposizione di tutto il personale della scuola per svolgere ogni attività necessaria ed utile a conseguire il miglior esito:

Domande di pensione;

Liquidazione pensione di anzianità, vecchiaia, invalidità, indiretta;

Domande di disoccupazione;

Indennità di maternità Indennità di malattia;

Verifica costante della posizione contributiva ;

Rettifica della posizione contributiva presso l’Istituto di riferimento ;

Valutazione degli eventuali riscatti dei periodi non coperti da contribuzione;

Ricongiunzione e totalizzazione;

Costituzione posizione assicurativa Contenzioso amministrativo e legale;

Informazioni, consulenze e assistenza su tutti i problemi previdenziali e pensionistici ogni martedì (ore 15,30-17,30) per appuntamento presso la sede IUniScuoLa di Via Olona n.19 Milano CAP 20123
(MM Sant' Ambrogio MM Sant'Agostino) per info: tel. 02 39810868 - 388.3642614

sabato 15 maggio 2010

Focus casa:l’Italia spaccata in due

Edilizia residenziale pubblica: un’analisi Civicum-Politecnico di Milano (comunicato stampa)

[Dalla “miseria” di Catanzaro, dove ci sono 2 alloggi ogni mille
residenti allo “scialo” di Trieste, che ne allinea 51. Genova,
Milano e Torino testa a testa, mentre l’offerta di Roma langue.
Positiva la politica di investimenti di Trento, Bologna e Venezia.
Solo in tre delle 15 città analizzate tutti gli alloggi risultano
occupati o assegnati. La maggiore attenzione alle fasce più

deboli di Milano e Bolzano; e le forti differenziazioni nella
politica del canone: dai 18 euro di Catanzaro ai 204 di Bolzano.
E’ la solita fotografia di un Paese a due velocità, ma attenzione:
Catanzaro e Modena sono in testa per i contributi economici, un
modo alternativo ed efficiente per affrontare il problema]

Quali sono i Comuni più attenti al problema della casa? Come viene
gestito il patrimonio immobiliare? Quanto incide sulla busta paga
l’affitto di un alloggio di proprietà comunale?
Dove è possibile migliorare le prestazioni?
E’ a queste domande che vuole dare risposta il focus di Civicum
sull’edilizia residenziale pubblica. Al microscopio i dati di 15 grandi
Comuni italiani, dove risiedono oltre 7,5 milioni di persone, pari al
13% circa della popolazione e dove gli alloggi Erp censiti sono
oltre 131 mila
Un grazie ai Comuni che hanno accettato di partecipare al nostro
focus e una “nota di demerito” ai Comuni di Firenze, Napoli,
Reggio Emilia, Palermo, Ancona e Cagliari che non ci hanno inviato
i dati o hanno scelto di non partecipare ai focus di Civicum.

L’analisi dell’offerta di edilizia residenziale pubblica (ERP) deve considerare:
· La disponibilità attuale di alloggi
· La politica di manutenzione e di investimento
I dati rivelano sostanziali differenze tra le città analizzate.
A fronte di una media di 16 alloggi di ERP disponibili ogni 1000
residenti in lieve calo rispetto all’anno precedente), si va dai 2
alloggi per 1000 residenti di Catanzaro ai 51 di Trieste.
Tra le grandi città, dove la tensione abitativa è normalmente più
accentuata, Genova Milano e Torino presentano un’offerta
sostanzialmente allineata (20 alloggi ogni 1000 residenti),
mentre l’offerta di Roma si colloca su un valore sensibilmente
inferiore (10 alloggi ogni 1000 residenti) .
Da segnalare, però, che Milano e Torino appaiono assai più attive
rispetto a Genova, grazie a una spesa in conto capitale per
residente che ha toccato nel 2008 i 37€ per residente, quasi
il doppio della media e oltre il quadruplo di quella di Genova.
Milano presenta anche una spesa corrente per la casa
sensibilmente superiore rispetto a Torino e Genova.
Tra le altre città, va segnalata in positivo la politica di investimenti
di Trento (65€ per abitante nel 2008, anche se in calo rispetto ai
117€ dell’anno precedente),
Bologna (49€ per abitante, dopo una sostanziale immobilità
nell’anno precedente) e Venezia (48€/abitante, più che raddoppiati
rispetto all’anno precedente).
In negativo il caso di Catanzaro, che alla posizione di fanalino di coda
nell’offerta unisce una sostanziale assenza di investimenti anche
nel 2007 e nel 2008.
In termini geografici, quella che emerge è un’Italia spaccata in due:
un’Italia settentrionale dove si sta meglio e un Centro Sud dove si
sta peggio.
Venti alloggi (mediamente) ogni 1000 residenti e un investimento
medio di 28 euro per abitante al Nord, contro gli 8 alloggi ogni
1000 residenti e i 9€/abitante che caratterizzano l’Italia
centromeridionale.
Il tasso di occupazione degli alloggi è un indicatore dell’efficienza
gestionale del patrimonio immobiliare.
A parità di numero di case disponibili, infatti, un basso tasso
di occupazione è normalmente dovuto all’indisponibilità degli
alloggi per interventi di ristrutturazione, a problemi nelle
procedure interne per la loro assegnazione o ad occupazione
abusive.
Solo in tre delle città analizzate (Bari, Catanzaro e Pescara) tutti
gli alloggi risultano occupati o assegnati.
Si tratta, peraltro, di città dove il numero di alloggi disponibili
è particolarmente basso rispetto al numero di residenti.
Tra le città caratterizzate da un numero di alloggi disponibili per
residente superiore rispetto alla media nazionale, la migliore è
indubbiamente Milano, in cui risulta occupato il 98% degli alloggi.
Solo due città hanno una percentuale di alloggi assegnati inferiore
al 90%: Roma (con l’88%, in calo di due punti rispetto all’anno
precedente) e Bolzano, con l’81%.

Il tasso di occupazione è leggermente più alto nei Comuni del centro
sud, prevalentemente per una disponibilità di alloggi di edilizia
residenziale pubblica sensibilmente inferiore, come si è evidenziato
in precedenza.

Il canone di locazione e l’assegnazione di contributi economici a
sostegno dei canoni di locazione costituiscono infine un’indicazione
dell’effetto di sostegno al reddito della politica abitativa dei Comuni.
Il canone di locazione mensile medio presenta una fortissima variabilità.
Esso oscilla dai 18€ di Catanzaro ai 204€ di Bolzano, che, tuttavia,
accompagna questa politica con un forte sostegno alle fasce più
deboli, a carico delle quali può rimanere anche il solo pagamento
delle spese condominiali.
Più in generale, vi sono città che adottano una politica fortemente
differenziata, come Bolzano, Milano e in misura più attenuata
Pescara e Venezia, caratterizzate da un canone mediamente
superiore alla media nazionale, ma da una forte attenzione
alle fasce più deboli (per le quali sono previste riduzioni
particolarmente accentuate); altre privilegiano invece una politica
poco differenziata, come Torino o Bari, dove il canone medio è
inferiore alla media nazionale ma vi è una bassa differenziazione
rispetto al reddito.
Anche qui emerge la fotografia di un paese spaccato in due:
il canone medio è pari a 133€ nei Comuni del Nord, a 79€ nei comuni
del Centro-Sud.
Non vi sono invece differenze geografiche importanti
nell’assegnazione di contributi economici a sostegno dei
canoni di locazione, una misura che almeno in parte bilancia
l’assenza di ERP.
Le due città che investono maggiormente in questo campo
sono Modena (con oltre 20 contributi ogni 1000 residenti)
e Catanzaro (con circa 13 contributi ogni 1000 residenti).
Tra le grandi città, Roma, oltre ad avere un numero di alloggi per
1000 residenti inferiore rispetto a Genova e Milano, presenta anche
il numero più contenuto di contributi economici (meno di 5 ogni 1000
residenti, la metà della media complessiva).
Per saperne di più, clicca QUì

martedì 11 maggio 2010

Insegnamento Religione, Gelmini accoglie con soddisfazione la decisione del Consiglio di Stato

Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini accoglie con soddisfazione la notizia che il Consiglio di Stato, riformando la sentenza del Tar della scorsa estate, ha riconosciuto la legittimità delle ordinanze nelle quali si stabiliva che ai fini dell’attribuzione del credito scolastico, determinato dalla media dei voti riportata dall’alunno, occorreva tener conto anche del giudizio espresso dal docente di religione. Il Consiglio di Stato infatti ha stabilito che, nel caso l’alunno scelga di avvalersi di questo insegnamento, la materia diventa per lo studente obbligatoria e concorre quindi all’attribuzione del credito scolastico.

Leggi Sentenza CdStato sui crediti a chi segue l'IRC 7/05/10